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SANTA PATRIZIA E
PULCINELLA
Prima di morire Virgilio Mago nasconde l’anima della città di Napoli in un uovo Magico, chiede a Pulcinella di nascondere l’uovo in un luogo segreto e di cercare un protettore per la città di Napoli. Pulcinella nasconde l’uovo nel Castel dell’Ovo e parte per Costantinopoli per parlare con l’Imperatore. Il guardiano del castello non fa passare nessuno e Pulcinella deve combattere per passare prima con il coccodrillo Gennarino e poi con la Morte. Solo dopo queste prove riesce a svegliare l’Imperatore che non vuole ascoltarlo e gli lancia contro il suo esercito. Pulcinella è costretto a scappare saltando su una nave che proprio in quel momento sta lasciando il porto di Costantinopoli, su quella nave c’è Santa Patrizia anche lei in fuga.
.Patrizia
diventa “Santa Patrizia, Regina dei poveri e Protettrice di Napoli”
Per me fare un nuovo spettacolo è come fare un viaggio verso mondi sconosciuti. Si comincia un po’ per curiosità e poi non si sa mai dove si va ad arrivare, specialmente quando ci si fa guidare da uno come Pulcinella. Mi era venuta così questa idea di fare uno spettacolo che esplorasse il mondo della religiosità popolare. Perché? Non so spiegarlo. Per un lungo periodo mi sembrava una cosa impossibile. Dopo varie suggestioni più o meno religiose sono arrivato a frequentare la cappella di Santa Patrizia e a cercare di capirne qualcosa nel racconto delle Suore Crocifisse che attualmente sono le custodi del culto. La cosa che più mi ha colpito è il fatto che questo culto viene mantenuto dai fedeli con molta riservatezza, quasi che quello che avviene tra loro e la Santa sia qualcosa di così profondo e delicato da dovere essere protetto come se fosse un intimo segreto. Questo atteggiamento mi ha coinvolto talmente che sento in me una forte resistenza a parlare della mia esperienza e della ricerca che mi ha condotto a realizzare questo spettacolo. Con queste premesse mi sembra che l’unica presentazione possibile sia quella di invitare il pubblico ad essere liberi di trovare in questo spettacolo quello che vogliono, per me si è trattato di fare un omaggio a una Santa che mi ha affascinato con la sua storia, una ragazzina che in tempi così difficili come potevano essere quelli dell’alto medioevo ha dimostrato un coraggio e una volontà nel voler realizzare un suo sogno talmente forte da non avere possibili paragoni. Ringrazio il mio maestro Nunzio Zampella che mi ha donato Pulcinella e le sue guarattelle che mi portano su percorsi così lontani dai miei pregiudizi, ringrazio le suore di San Gregorio Armeno, che una volta superate le prime diffidenze mi hanno accolto con un amore incredibile e mi hanno svelato tante storie e tante emozioni che sono legate alla storia della Santa, ringrazio Oreste Zevola che ugualmente preso da forte passione e senza farsi domande ha realizzato disegni che rappresentano in modo giusto e attuale le storie che oserò raccontare con l’aiuto della maschera, ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato e credono nelle mie follie. Questo spettacolo vuole essere un omaggio molto sentito di Pulcinella a questa Santa e collega la sua storia ai miti più antichi della fondazione di Napoli, dell’uovo di Virgilio e dell’anima segreta e delicata della città. Bruno Leone
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