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LA FAVOLA DEL POETA E PULCINELLA

collaborazione alla traduzione in spagnolo di Paco Paricio (Titiriteros de Binefar)
 

Lo spettacolo inizia con “Escena del teniente coronel de la guardia civil” tratto dal “Poema del cante jondo” di Federico Garcia Lorca”, rappresentata da un venditore ambulante di sigari e caffè con gli oggetti del suo mestiere. Il testo del poeta è rispettato alla virgola, ed è evidente come questo testo sia stato pensato per un teatro di oggetti. Ancora una volta il poeta andaluso mostra la sua incredibile capacità di essere precursore dei tempi, in questo testo inoltre sembra prevedere la sua tragica fine.

Alla fine della piccola rappresentazione il venditore di sigari, che in realtà potrebbe rappresentare lo stesso poeta, si trasforma in Pulcinella e canta in spagnolo-napoletano un’altra poesia di Federico Garcia Lorca “Coracon con siete punales”.

Questa poesia ci parla di un cuore con sette pugnali che bisogna abbandonare per seguire un proprio destino fatto di lamenti, di fiori di nulla , nell’aria…: un cuore con sette pugnali è sul letto di Federico nella sua casa natale, e anche questa poesia sembra parlarci del destino del poeta, che è un po’ il destino di tutti i poeti, lasciare la sicurezza del luogo natio per andare verso un destino incerto, fatto di niente, di aria e di fiori di nulla.

Ma un cuore con sette pugnali, colorato in una bella maiolica del 1600, che sembra affacciarsi da un teatrino delle guarattelle, sta alla spalle dell’altare della Chiesa dei Sette Dolori, proprio dove inizia la via Spaccanapoli, strada simbolo della città, dimora prescelta del Pulcinella di strada, che sembra avere lo stesso destino: lasciare la propria città e vagare per il mondo, anche lui nell’aria, tra fiori di nulla.

Così nasce la favola del poeta e Pulcinella, due destini in certo senso paralleli, ognuno con la sua storia, tragedie per il poeta e risate per Pulcinella, solo perché Pulcinella non ha paura di morire, dato che con la stessa faciltà può sempre rinascere.

Ma non è forse questo il vero destino di ogni vero poeta?

Lo spettacolo poi procede con brani della tradizione di guarattelle, tradizione stavolta però reinventata e mescolate a poesie di Federico e di altri poeti che ogni tanto si affacciano nello spettacolo, come degli eco lontani che riaffiorarono.

Ma questa è anche un po’ la favola di Bruno Leone, autore del brano, che sente molto vicina la poetica del grande Federico, soprattutto per il rapporto molto stretto tra sperimentazione, avanguardia artistica e tradizione popolare vera.

 
       
 
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